Da Puno a Cuzco

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Dopo la Bolivia con le sue inifinite contraddizioni, eccomi in Perù. Prima a Puno, sul lago Titicaca che non è necessario attraversare per entrare in città, si attraversa da Copacabana, in Bolivia, oppure si aggira il lago.

Puno, è una città piccolina, anche’essa invasa da italiani. Lì ho scoperto i risciò a motore che con 2 soles, ti portano ovunque. Forse il prezzo è bassissimo perchè la vita la si affida a questi impavidi autisti che sfidano il traffico con particolare destrezza e bravura. Si infilano da tutte le parti, d’altronde si tratta di una vettura stile Ape piaggio. Anche a Puno ho visto tanta sporcizia che mi fa pensare alla Bolivia, del resto la Bolivia, una volta era l’Alto Perù quindi peruviani e boliviani sono molto simili se non fratelli.

Da qui le similitudini anche con le signore, con il cappello a bombetta nero, bombin, con lliclla, un tessuto a mano con colori tradizionali che usano per trasportare merci o bambini, con gonne di misura enorme, cosicché diventa difficile capire la taglia della persona che la indossa, ma credetemi di modelle non ce ne sono fra le signore che vendono merce in strada. Sono tutte “over size” e mangiano sempre, come quelle che mi hanno accompagnato nel viaggio di 7 ore e anche di più a Cuzco, e con le quali ho anche parlato piacevolmente. A parte l’odore terribile, il modo con cui mangiavano sul bus l’agnello è stato da bollino rosso, ovviamente con le mani e senza fazzolletti. Si pulivano sul loro grembiule. Ma al peggio non c’è mai fine, ed infatti una di loro, insieme al figlioletto, approfittando della sosta del bus per fare rifornimento, è scesa dal bus per andare a fare i propri bisogni al bordo della strada. Sarebbe potuta andare dietro alla stazione di benzina, o meglio nei bagni della stazione di benzina ed invece no, lì, al bordo della strada, che pure era pericoloso, con la sua gonna gigante che copriva le meraviglie del creato, senza alcun imbarazzo. Finito tutto, un’altra passata sul grembiule, perchè l’igiene è importante. Nel frattempo dal pullman dove mi trovavo ad assistere a questo spettacolo, altri come me non si sono persi la scena, ridendo fino a scoppiare. Alla fine era un boato di tutto il pullman per poi quietarsi quando la signora dalla grande gonna tornava a sedersi sul pullman, affianco a me.

Ah si poi siamo arrivati a Cuzco, quasi passata in secondo piano, dopo il viaggio interminabile. Fu la capitale dell’impero Inca, e viene considerata ancor’oggi, la città più importante del Perù. Da qui si può iniziare il cammino inca che poi porta alla vetta del Machu Picchu, (2430 metri), mentre Cuzco è 3399 metri sopra il livello del mare. Credo di poterlo fare domani, dopo un giorno di ambientamento e mate di coca.

1 risposta

  1. Martina

    Credo di poterlo fare domani, dopo un giorno di ambientamento e mate di coca… questa e’ scrittura… ti invidio, per il viaggio e per il modo in cui riesci semplicemente a raccontarlo, scrivendo poco ma dicendo tantissimo.

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