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Climi sudamericani

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Il Sudamerica si trova nell’emisfero sud. Quindi le stagioni sono invertite rispetto a quelle europee. Quando in Italia è estate, in Argentina è inverno e viceversa.
Fra qualche mese ritornerò in quelle zone. Il periodo del viaggio è stata solo una questione di opportunità ma è indubbio che ci sono vantaggi e svantaggi. Ad esempio, partendo nel periodo luglio-agosto, non c’è pericolo di infezioni o contagi particolari come la Dengue.  Le zanzare in inverno soffrono, in estate si scatenano. Escluse ovviamente le zone della selva amazzonica. Di contro puoi abbandonare l’idea di arrivare “fino alla fine del mondo” a Ushuaia. Le temperature sono glaciali. Quando ho viaggiato per la prima volta oltre oceano, la gente che mi  conosce è rimasta un po’ sorpresa quando ha saputo che partivo da solo. Sembrava strano che potessi affrontare questo lungo viaggio in solitaria. Fra l’ilarità generale di qualcuno, le osservazioni sul mio viaggio erano del tipo “ma dove vai, in Sudamerica è inverno non incontrerai nessuno” oppure “ma parti da solo? Ma sei pazzo?”. Ecco, frasi del genere, mi hanno fatto capire che dovevo andare avanti nel mio progetto. Sul fatto di viaggiare da soli ne ho scritto già, qui. Invece riguardo all’inverno in Sud America, il fatto che l’inverno sia soltanto freddo, pioggia e temporali è una sciocchezza enorme. Il Sudamerica ha tanti climi che non hanno niente a che fare con i nostri climi. In Brasile a Rio de Janeiro puoi andare a mare tranquillamente a luglio che è pieno inverno. Ma appena stai in una località vicino alla foresta può piovere in qualsiasi momento. Ma anche il clima del deserto di Atacama dove è presente una forte differenza fra notte e giorno ti permette di bagnarti nelle acque di qualche lago salato di giorno. Alcune zone del Peru sarebbe meglio visitarle nel periodo giugno-settembre e mi riferisco al Machu Picchu. Nell’estate sono possibili alluvioni come peraltro è successo con turisti rimasti bloccati e salvati con l’elicottero. In sintesi è più l’estate che si comporta da inverno che non il contrario. In Cile a San Pedro de Atacama non piove quasi mai ma quando succede è estate e quei pochi giorni vengono chiamati “inverno boliviano”. Il Salar de Uyuni in Bolivia, nel periodo invernale è una distesa di sale, asciutto. In estate invece con le piogge è presente una distesa di acqua di pochi centrimetri che danno un effetto specchio con il cielo. In Sudamerica tutto è relativo.

ARGENTINA
Il Nord: da Iguazù a Salta
In questa parte dell’Argentina il clima è subtropicale umido con una maggiore incidenza delle precipitazioni in autunno e primavera. Ad Iguazù le temperature variano da massime sui 30 °C a minime sui 20 °C in gennaio e febbraio (i mesi più caldi) e da massime sui 20 °C a minime sui 10 °C in giugno e luglio (i mesi più freddi). Verso Salta e Jujuy, è presente un clima tropicale mite e asciutto da aprile a ottobre (inverno australe), estati molto calde durante le quali si concentra la maggior parte delle precipitazioni annuali che sono tuttavia non molto rilevanti.
A Buenos Aires, le temperature medie ricordano quelle di una località dal clima mediterraneo (11 gradi la media a giugno e luglio, con massime intorno ai 14, e 25 gradi la media a gennaio, con massime intorno ai 30). Ma a differenza del clima mediterraneo, qui piove anche in estate, che non ostacolano più di tanto il sole. Anche le variazioni termiche sono più elevate che nel Mediterraneo, tanto che qualche volta può fare caldo anche in pieno inverno, con punte intorno ai 25/30 gradi. Le piogge sono ben distribuite tutto l’anno.

Puente de la mujer – Baires

Le regioni patagoniche e la Terra del Fuoco
In Patagonia sulla costa, il clima è oceanico, più umido e mite rispetto alle regioni dell’interno. Sulle Ande invece ci sono caratteri tipicamente montani, con inverni rigidi e forti escursioni termiche. Le precipitazioni si sono concentrano per lo più da marzo a maggio. Scendendo ancora più giù verso al Tierra del Fuego, la piovosità aumenta. Il periodo migliore per il viaggio va da ottobre a marzo.

CILE
Il Nord e il deserto di Atacama
Questa parte del Cile ha presenta le classiche caratteristiche del clima desertico con forti escursioni termiche e soleggiato tutto l’anno. Da dicembre a febbraio le temperature passano da massime di 25/27 °C a minime notturne sui 15 °C, da giugno ad agosto massime di 22 °C e minime sui 4°C con punte anche sotto lo zero termico.
La regione dei laghi
Le regioni centrali e la regione dei laghi presentano un clima temperato umido, le precipitazioni sono presenti tutto l’anno ma meno intense da giugno ad agosto.
La Patagonia cilena e la regione dei fiordi
Qui il clima è senza dubbio oceanico freddo, con piogge frequenti e una piovosità che aumenta procedendo verso sud. Proprio come per l’Argentina clima mutevole con vento. A Punta Arenas, la capitale della Patagonia cilena, le massime si aggirano sui 10/15 °C , le minime sui 3/6 °C nel periodo da ottobre a marzo, i mesi meno freddi sono dicembre, gennaio e febbraio.
Isola di Pasqua Il clima è piacevole in ogni periodo dell’anno. Le piogge distribuite nell’arco dell’anno sono brevi e sporadiche.

PERU
In Perù, si possono trovare tre climi: una striscia desertica costiera (la Costa), dal clima mite, nuvoloso e nebbioso in inverno e piacevolmente caldo in estate; la zona andina (la Sierra), più o meno fredda a seconda dell’altitudine; e infine la vasta area orientale ricoperta dalla foresta amazzonica (la Selva), dal clima caldo e umido tutto l’anno. Sulla costa le temperature sono quasi sempre primaverili, non piove quasi mai e vi domina il deserto. La ragione per cui la costa è desertica si trova nella fresca corrente di Humboldt, che raffreddando il mare e l’aria nei bassi strati e non si creano correnti verticali e dunque la formazione delle piogge. Non però di nebbie e nubi basse, che gravano spesso, soprattutto nella stagione fredda, mentre al di sopra dei 500 metri domina il sole, come accade nelle località andine che si trovano al di sopra dello strato nebbioso.
La temperatura media va dai 18 gradi del mese più freddo (agosto) ai 24 del più caldo (febbraio) al nord, da 17 ai 23 del centro, e dai 15 ai 22 del sud al confine con il Cile.
A Lima, praticamente non piove mai. Quando succede durante l’inverno da giugno a settembre la pioggia è leggerissima, il cielo è quasi sempre nuvoloso ed è presente anche una leggera nebbia, la garúa.
Nell’altopiano andino, dove si trovano diverse città moderne ma anche resti delle civiltà pre-colombiane, vi è una stagione delle piogge da settembre a maggio, e una stagione secca da giugno ad agosto. A differenza che sulla costa, sull’altopiano la stagione secca non è nebbiosa, ma è soleggiata. Il sole tropicale di giorno è fortissimo e ad alta quota brucia la pelle, ma di notte i cieli sereni portano un forte raffreddamento del suolo, con possibili gelate, soprattutto al sud dove ci si allontana maggiormente dell’equatore, e dunque l’inverno è un po’ più pronunciato.
A Cuzco, da maggio ad agosto non piove quasi mai, piove invece nel periodo che va da dicembre a marzo. Un po’ più mite il sito archeologico di Machu Picchu, che si trova a circa 2.500 metri di quota. Meglio visitarlo da giugno a settembre. In estate sono possibili alluvioni. Sulle sponde del lago Titicaca, diviso tra il Perù e la Bolivia a 3.800 metri di quota, fa più freddo che a Cuzco, soprattutto di notte, tanto che da maggio a settembre si verificano frequenti gelate. In inverno, quando prevalgono i cieli sereni, l’escursione termica tra notte e giorno è notevole.
Nell’area del Rio delle Amazzoni, è presente una foresta pluviale impenetrabile; per questo si tratta di un’area quasi del tutto disabitata. Qui il clima è equatoriale, caldo e afoso tutto l’anno con piogge frequenti e abbondanti al nord, mentre al sud diventa tropicale, con una stagione invernale relativamente secca.
A Iquitos, nel nord, cadono quasi 3.000 millimetri di pioggia all’anno; l’unico periodo in cui le piogge diminuiscono un po’ è luglio-agosto, quando scendono intorno ai 150 millimetri al mese. Le piogge tropicali si presentano sotto forma di rovescio o temporale pomeridiano.

BOLIVIA 
Ricordo ancora qualche travel blogger che diceva che nella nostra estate se volevi andare in Sud America, potevi andare solo in Peru. Aveva dimenticato la Bolivia. La stagione più indicata per il viaggio è proprio quella invernale, che va da aprile a novembre. Le temperature sull’altopiano boliviano variano in relazione alle altitudini ma di giorno ci sarà sempre sole con temperature in media 15°C / 20°C, di notte invece farà un po’ di freddo per il clima desertico, ci sarà una forte escursione termica. Nella regione del Salar de Uyuni e della Laguna Colorada si segnala la presenza di vento e temperature più rigide ma di giorno ci si può abbronzare. Le nuvole qui non esistono o quasi. Occhiali da sole e cappellino sono d’obbligo.

In Bolivia, verso Uyuni

ECUADOR
Una stagione asciutta che va da giugno a settembre con una stagione umida da ottobre a maggio. A Quito le temperature oscillano, nel corso dell’anno, da massime diurne di 20/22°C a minime notturne sui 7/8°C. Sulla costa e nella regione orientale amazzonica il clima è caldo e umido con massime sui 30°C durante tutto l’anno e precipitazioni costanti. Sulla costa, pressappoco nella zona di Guayaquil, è presente una maggiore incidenza delle precipitazioni, da gennaio ad aprile.

COLOMBIA 
In Colombia il clima è tropicale con l’alternarsi di due stagioni. Nel nord del paese il periodo secco va da dicembre/gennaio a marzo, il periodo più piovoso da maggio-giugno sino alla tarda estate/inizio autunno. Man mano che si scende verso sud la stagione secca tende ad accorciarsi, sin quasi a scomparire. Un clima marcatamente equatoriale, caldo-umido e molto piovoso si ha in tutta la fascia costiera del Pacifico e nella regione amazzonica, le temperature annuali variano da minime sui 20° C a massime di 30°C. Uno dei principali fattori di differenziazione delle aree climatiche è l’altitudine. Nella regione andina il clima è temperato (dai 18 ai 24° C) ad altitudini comprese tra i 1000 e 2000 metri, temperato fresco (con temperature oscillanti tra 12°C e 17°C) sopra i 2000 metri: A Bogotà (2547 m.s.m), conosciuta come la città dell’eterna primavera, le temperature variano di giorno in torno ai 20°C, di notte variano dai 7 ai 10°C. Al di sotto dei 1000 metri le temperature superano i 24 °C.

BRASILE 
Il Brasile presenta numerosi climi differenti e microclimi. La costa atlantica è caratterizzata da clima tropicale caldo-umido con temperature miti in inverno ed elevate in estate. A Rio l’estate è calda e afosa con massime sui 27/32°C, le minime variano nel corso dell’anno dai 18 ai 23°C, a Salvador de Bahia massime sui 27/ 30° C, minime dai 21 ai 24°C. Nel l’entroterra il clima è tropicale semi-umido con piogge in estate ed inverni secchi. Nel Minas Geiras si registrano massime sui 27°C e minime sui 18°C durante la stagione umida; la stagione secca va da aprile/maggio a settembre/ottobre ed è caratterizzata da clima fresco (massime sui 24°C, mini me dai 10 ai 16°C). A Manaus il clima è di tipo equatoriale, caldo (massime sui 30°C, minime sui 22°C) con elevata percentuale di umidità e precipitazioni in forma di intensi acquazzoni durante tutto l’anno. I mesi più indicati per la visita del Pantanal e l’osservazione degli animali corrispondono alla stagione secca, da maggio ad ottobre.

luglio a Copacabana – Rio de Janeiro

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