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Viaggiare da soli non è mai stata la mia passione. Non è mai stata una decisione presa intenzionalmente ma le situazioni mi hanno portato a questa scelta. È stata una necessità dovuta al fatto che se volevo viaggiare ero costretto a farlo in modo solitario, anche perché nella mia città la gente non vuole partire oppure non vuole partire con me o forse non possono stare troppo tempo fuori. In realtà neanche io posso stare troppo tempo fuori ma cerco di organizzarmi in quel senso. La tappa sudamericana poi, non è tra le più ambite nei mesi di luglio e agosto per la gente siciliana.

Tramonto sul Lago Paranoá - Brasilia DF - Brasile

Tramonto sul Lago Paranoá – Brasilia DF – Brasile

Viaggiare da soli è una risorsa che va scoperta. Vuol dire imparare a conoscersi e a conoscere l’altro. Il diverso fa paura solo perchè non lo conosci. Nessuno nasce esperto e sicuramente io non lo sono ma nella mia piccola esperienza ho capito che viaggiare da soli non significa stare da soli. È bene chiarirlo. Non si starà mai da soli, tranne forse quando si avrà bisogno di un bagno. Se vuoi conoscere qualcuno, ci riuscirai. Molto spesso incontrerai ragazzi come te in viaggio, che incontrerai nei tours che farai e magari mangerai con loro per poi abbandonarli, perchè sei sempre tu che scegli con chi stare. Il viaggio è tuo, ma puoi condividerne un po’. Non tutte le persone che incontri in viaggio devono per forza piacerti. E posso assicurare che succede. Gli idioti sono ovunque nel mondo. Personalmente in Brasile mi sono accorto che stando da solo ero molto più in vista. La gente voleva parlare con me. Il Brasile è un paese molto accogliente ma quasi ero stanco di conoscere sempre gente. Magari se fossi stato in compagnia mi sarei precluso tante conoscenze e situazioni che sono nate da sole ogni giorno come in un film. Ma chi è in grado di viaggiare da solo per un viaggio lungo, distante migliaia di chilometri dal proprio paese? Questa domanda l’ho posta a qualche mio amico. La risposta è stata quella che mi aspettavo. Per loro ero essenzialmente un pazzo. Fare quattordici ore di aereo per chi non lo ha mai fatto, per attraversare l’oceano, è una grande prova. E su questo non c’è dubbio. Ma se ti annoi a stare con te stesso non stai benissimo. Devi pensarci seriamente a questo fatto. Nel momento che sali su un aereo poi non puoi scendere. Bisognerebbe prima di intraprendere un volo lungo, fare qualche viaggio intermedio. Neanche io sapevo come potevo reagire quattordici ore chiuso in un aereo ma alla fine l’ho passata più che bene, fra dormire, vedere film, mangiare, servito e riverito. In seguito più parti da solo, più ti viene voglia di farlo sempre in futuro. Inoltre partire con i tuoi amici non è detto che sia la soluzione. Non tutti i tuoi amici possono essere dei buoni compagni di viaggio. In viaggio lontano da casa, dal tuo ambiente le persone forse non sono come te le aspetti. Non conosci te stesso fino in fondo figuriamoci conoscere gli altri.

@nadur.net – 10 settembre 2011

Queste considerazioni sono state scritte dopo qualche volo oltre oceano. In questi giorni organizzando un nuovo viaggio, ho letto un libro scritto da una psicologa e travel coach, Francesca Di Pietro, intitolato “Come viaggiare da soli, Manuale di Travel Coaching”. L’autrice ha viaggiato ovunque nel mondo, studiando la personalità del viaggiatore e descrive le sue esperienze sul suo sito viaggiaredasoli.net .

Come viaggiare da soli - Manuale di Travel Coaching - Francesca Di Pietro

Come viaggiare da soli – Manuale di Travel Coaching – Francesca Di Pietro

In questo libro ho trovato molti concetti che avevo avuto modo di scoprire nei miei viaggi precedenti, quindi non erano delle novità ma ho scoperto tanti altri aspetti a cui non avevo mai fatto caso. Oltre agli aspetti psicologici del viaggiare da soli, spiega nella pratica come prepararsi al viaggio. Un libro da leggere senza dubbio, tutto d’un fiato, poi magari da prestare alle proprie madri che restano a casa in ansia per il figlio in giro per il mondo così da rilassarsi un po’.

A proposito dell'autore

Mi definisco un liberal o liberale di sinistra. Mi sento ateo e credo nel progresso. Non sopporto i conformisti e le convenzioni sociali ma accetto che tutti possano esprimere la propria libertà. Difendo i diritti civili, vorrei che la gente fosse meno qualunquista e superficiale. A volte mi sento così elitario che mi sorprendo di avere degli amici. Quando posso attraverso l'oceano, il Sudamerica nel cuore. Prima o poi virerò a destra.

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