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timbro visto india

Fra i documenti di viaggio indispensabili per viaggiare nella Unione europea (UE), sono necessari la carta di identità o il passaporto che sono dei documenti di riconoscimento e di identità, perché contengono la fotografia dell’intestatario. In base all’età ci sono diverse scadenze. E questo vale sia per la carta d’identità che per il passaporto. Dai 3 anni (0-3), ai 5 anni (3-18), fino alla durata di 10 anni (dai 18 anni in poi). La scadenza della carta d’identità corrisponde al giorno e mese di nascita. Quella del passaporto al giorno dopo la richiesta. Il passaporto ha una spesa che si aggira intorno ai 120€. Prima della riforma, era necessaria una marca da bollo di 40€ circa, da rinnovare ogni qual volta sarebbe stato necessario imbarcarsi su un volo intercontinentale. Per il rilascio di un nuovo passaporto il tempo di attesa in genere rientra nelle due settimane.

Se invece si vuole entrare in un paese non appartenente alla Unione europea (UE), si rende obbligatorio possedere il passaporto con una scadenza di almeno sei mesi, ed oltre a questo anche un Visto, una sorta di autorizzazione che permette di poter entrare nel paese prescelto. Il Visto è contraddistinto da un adesivo applicato sul passaporto o da un semplice timbro, in cui viene annotato il periodo di permanenza autorizzato nel paese. Alcuni paesi pretendono che il viaggiatore abbia già un biglietto di aereo di uscita dal paese. Altri paesi per il Visto pretendono un pagamento, in altri può essere in forma gratuita. Ci può essere il Visto turistico oppure il Visto lavorativo, che ha delle implicazioni differenti, nel senso che è condizionato dall’avere già un contratto lavorativo, anche in prova, presso un datore di lavoro del paese in cui si vuole entrare. Ma ci possono essere anche Visti rilasciati per motivi di studio o per motivazioni umanitarie. Il Visto puoi richiederlo online, attraverso le ambasciate e consolati o tramite agenzie specifiche che si occupano loro del lavoro burocratico o addirittura farlo all’aeroporto direttamente. Dipende dal paese ospitante. In Cambogia, l’ho fatto all’aeroporto, appena arrivato: 30 dollari e adesivo applicato sul passaporto. Per entrare in Laos, sono dovuto andare all’ambasciata del Laos, ad Hanoi, 50€ e anche qui adesivo applicato sul passaporto. In India invece mi è capitata una situazione diversa da tutti gli altri paesi che racconto facendo una importante premessa.

Quando si viaggia in aereo può capitare di fare delle fermate temporanee (scalo), in alcuni aeroporti, per poi ripartire verso la propria destinazione. In genere questo capita nelle lunghe tratte intercontinentali. Lo scalo può verificarsi per un periodo superiore alle 24 ore oppure per un periodo inferiore. In genere se si tratta di un periodo superiore alle 24 ore, anche se non si lascia l’aeroporto, è necessario richiedere il Visto del paese in cui ci si trova. In quel caso si parla di Visto di transito. Viceversa, per un periodo inferiore non è necessario. In questi casi si dice che si è in transito, in attesa di prendere un aereo per la propria destinazione.

Per l’India mi è già successo di richiedere il Visto. Infatti fra poco entrerò per la terza volta in India. E avrei potuto pure risparmiare, richiedendo quello valido per un anno. Ma non leggo il futuro. E mentre per due volte andavo proprio in India, la prima volta ero solo di passaggio e chi mi ha fatto il biglietto mi aveva invitato a richiedere il Visto. La regola dovrebbe essere quella delle 24 ore. Ma per non rischiare ho chiesto il Visto. Ed infatti quando sono arrivato a New Delhi, non c’era o non ho visto l’indicazione per quei viaggiatori di passaggio, cioè in transito, ma si andava direttamente all’ufficio immigrazione. La seconda volta che sono andato in India, la stessa cosa. Se fossi stato in transito avrei avuto problemi con l’immigrazione. Capirò come funziona in India prima o poi.

 

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