No Borders

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La storia del calcio inglese è piena di personaggi straordinari. Uno di questi fu senza dubbio Brian Clough. Fu uno degli allenatori più grandi della storia del calcio, non solo di quello inglese ed anche uno degli più irregolari che si siano mai visti.
Nella storia del calcio tanti sono stati gli allenatori che hanno trionfato in qualche competizione ma pochi, se non pochissimi, hanno trionfato in ambito nazionale e internazionale con squadre non di prima fascia, anzi proprio  in piccolissime realtà calcistiche di provincia, esattamente due città delle East Midlands come Derby e Nottingham, portandole a vivere momenti di gloria impossibili da dimenticare e che resteranno indelebili nella storia dello sport più bello del mondo.
La sua storia di allenatore cominciò con l’esperienza di due anni all’Hartlepool Utd, squadra dell’omonima città portuale, affiancato dal suo assistente, Peter Taylor, che si rivelò determinante nella sua carriera.
Questa prima esperienza segnò già un primo record per Brian Clough, quello di allenatore più giovane della Premier League, non avendo ancora compiuto trent’anni. Proprio questo suo esordio in quarta serie con la squadra di Hartlepool diede il via libera per passare al Derby County, nel 1967, della quale era un grande tifoso. Sempre insieme al suo collaboratore Peter Taylor, Brian Clough cominciò a farsi conoscere anche per il suo orribile carattere, arrogante e irrispettoso, che però lo portò a trionfare nel 1972 in Premier League. Fu la prima volta per il Derby County, e la prima volta per Clough che si dimise passando al Brighton & Hove in terza serie. Qui l’avventura durò poco, otto mesi. Lo aspettava il Leeds United, e questa fu una sorpresa, dato che Clough aveva sempre parlato male del Leeds United e del suo allenatore Don Revie.
Fu una sorpresa anche per il suo assistente Peter che preferì restare a Brighton assumendo la carica di allenatore. Così il duo vincente si sciolse e l’esperienza di Clough, da solo, senza il suo amico, che gli scopriva i calciatori migliori non poteva che naufragare dopo poco più di un mese, nell’estate del ’74. Quei famosi 44 giorni con il Leeds Utd divennero celebri, dove Clough, con l’ambiente ma soprattutto con la squadra capeggiata dai veterani, non riuscì ad avere un buon rapporto e l’esperienza finì presto.
Ma l’amicizia e il legame fra Clough e Taylor non poteva certamente finire. Così nel 1976, la coppia ritornò insieme a guidare il Nottingham Forest  in seconda serie. Fu un successo. Prima la promozione in Premier League nel 1977, poi la vittoria del titolo (1978). Il primo per il Nottingham, che le permise di partecipare l’anno successivo alla Coppa dei Campioni, che vinse nel 1979 di misura contro il Malmoe e la rivinse nuovamente l’anno dopo, ancora per 1-0 stavolta contro l’Amburgo. Brian Clough diventa il numero uno, sale sull’olimpo del calcio mondiale. Fu allenatore dell’anno nel 1978. A questi risultati straordinari si aggiungono la Community Shield del 1978 (Supercoppa inglese), quattro FACup (1978/1979/1989/1990), la Supercoppa Europea del 1979 e due Full Members Cup (1989/1992), torneo istituito dopo l’esclusione delle squadre inglesi dalle coppe dopo i fatti dell’Heysel nel 1985.
Dopo il periodo idilliaco, le strade dei due amici si dividono nuovamente.
Il suo grande amico, Peter Taylor,  a cui Clough deve tanto, nel 1982 lascia il Nottingham, e torna al Derby County stavolta come manager, dove poi finirà la carriera nel 1984.
Brian Clough al Nottingham, ma senza Taylor, non riuscì a ripetere le imprese straordinarie dei primi anni, eccetto la vittoria di due FACup e due Full Members Cup che sancirono il definitivo abbandono di Clough nel 1993. Ma la storia d’amicizia dei due sembrò terminare quando Taylor, manager del Derby County, fece firmare un contratto a John Stevenson, autore del gol vittoria della Coppa dei Campioni del 1980, senza informare Clough. Da qui nacquero i dissidi e parole grosse che non furono mai chiariti. Non ci fu tempo, perchè Taylor nel 1990 morì. Clough restò di gelo. Furono anni di silenzio, rotti da una commemorazione a Nottingham dove Clough ricordò l’amico perduto e chiese di rinominare la “Brian Clough Stand” dello stadio di Nottingham col il nome di “Brian Clough and Peter Taylor Stand”.
Oggi al Pride Pak di Derby, è presente una statua che raffigura Cough e Taylor di nuovo insieme e di nuovo amici, che festeggiano una vittoria.

©nadur.net – 30 novembre 2011

 Video  Letture
  Il maledetto United – 2009
di Tom Hooper, scritto da Peter Morgan.
  Il maledetto United – 2006
di David Peace.

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