No Borders

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Dopo Vidiago, piccolo paesino immerso nella natura, decisamente più adatto ad un turismo da trekking con mountain bike, eccomi ad Oviedo, capoluogo del Principato delle Asturie. Qui il mare manca, e se ne sente la mancanza. Di giorno fa caldo, ai limiti della sopportazione, di sera freddino scarso ovvero basta un maglioncino estivo per non soffrire.

Nelle ore più calde della giornata sopravvivere è un’impresa. Gli abitanti di Oviedo non se ne curano poi così tanto del caldo, sembra normale per loro passeggiare sotto il sole a 28° senza la possibilità di un po’ di frescura marina. E di caldo me ne intendo!
La città è molto bella con tante zone pedonali, chiese medievali ed edifici barocchi e poi la cattedrale in stile gotico che domina sulla città. Il passeggio in centro è affollato ed il traffico è decisamente moderato. Le strade sono piene di caffetterie e ristoranti.

Anche qui come nel resto delle Asturie si mangia la Fabada, una sorta di zuppa con fagioli bianchi, trinca di maiale, salamini e sanguinaccio (morcilla). Per bere oltre al vino che non manca mai, si beve il sidro, bevanda alcolica estratta dalle mele che si versa tenendo il bicchiere molto lontano dalla bottiglia. Alcune caffetterie si chiamano proprio sidrerie.

Ad ogni modo domani si va a Vigo, un po’ di mare è necessario. L’unica possibilità era questa prima di affrontare il Portogallo, l’avevo già deciso ma ho apprezzato il suggerimento di una graziosa signora proprio di Vigo, orgogliosa della sua città e della sua nazionalità (“sono gallega”).

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