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Turismo, il ponte della Befana vale un miliardo di euro di incassi  – 13 Gennaio 2023

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Mentre l’industria alberghiera saluta un 2022 più che positivo, il primo appuntamento con uno dei tanti ponti del 2023, quello dell’Epifania, registra ottimi incassi. 

1.9 milioni di italiani hanno fatto le valigie per il week end lungo della Befana. 5.2 milioni di concittadini erano già partiti per concedersi un periodo di riposo più ampio, da Natale all’Epifania.

In riferimento al week end lungo della scorsa settimana, i cittadini in viaggio hanno generato un giro d’affari di circa un miliardo.

Analisi delle vacanze

Chi è partito per il week end dell’Epifania, nel 97.7% dei casi ha soggiornato in Italia, perlopiù nelle città d’arte.

I soggiorni in albergo (44.3%) hanno sorpassato quelli in casa di amici e parenti (29.5%).

“Analizzando i dati emersi, si ha la percezione che il turismo italiano stia cambiando” ha affermato Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, commentando i dati dell’indagine realizzata da ACS Marketing Solution in relazione agli spostamenti dell’ultimo periodo, molto spesso all’insegna del turismo di prossimità.

Bocca ha continuato affermando che “oggi, i nostri concittadini, mostrano di avere delle priorità: viaggiare sì, ma in modo intelligente, rifuggendo da situazioni di stress eccessivi. Far bene la vacanza fa bene alla vacanza, nel tentativo di tornare ad essere spensierati. In quest’ottica leggo la scelta di restare in luoghi di prossimità e di soggiornare in albergo. Nel complesso potremmo dire che si chiude in bellezza il periodo delle festività natalizie, se non ci fosse però quel 34% di persone che ridurrà la durata del viaggio a causa degli aumenti divenuti insostenibili. Sono questi i veri nemici del turismo e di tutta la sua filiera. Se c’è un’urgenza nel nostro comparto, e lo gridiamo a gran voce, è quella di porre un freno ai rincari.” 

Prima la pandemia, poi l’inflazione

Per i prossimi mesi, rileva in un articolo Il Sole 24 Ore, fra gli operatori del turismo si respira un’aria positiva, anche se controbilanciata da un po’ di incertezza.

Infatti, su un campione di 1.334 imprenditori, oltre un quarto degli intervistati crede in un’ulteriore crescita del settore, ma a ritmi decisamente più contenuti rispetto a quelli registrati prima che la morsa dell’inflazione si abbattesse sui consumi, e quindi sui viaggi, degli italiani.

Questa è infatti la causa principale per la quale quel 34% di viaggiatori citato da Bocca ha ridimensionato la durata delle vacanze.

Per il 54% il mercato rimarrà stabile nel prossimo periodo. Il 20% pensa invece che i flussi turistici diminuiranno. A frenare la ripresa -e quindi a stabilizzare il mercato- o a contrarre l’afflusso turistico sarà, sempre secondo gli intervistati, il peso dell’inflazione.

A quest’ultima si legano altri fattori: la crescita economica lenta dell’area euro, l’aumento dei costi per l’efficientamento energetico e la guerra fra Russia e Ucraina che, oltre a essere una delle cause del caro energia, ha azzerato l’arrivo dei turisti russi, in buonissima parte alto spendenti.

A proposito dei problemi che stanno colpendo tutto il comparto, la ministra del turismo Santanchè ha ribadito l’impegno del suo ministero nel dare sostegno agli operatori del settore.

Dopo i primi fondi erogati dal governo Meloni a favore del comparto, siamo pronti a raccontarvi i futuri passi dell’esecutivo in questa direzione. Continuate a seguirci per rimanere aggiornati.

 

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