No Borders

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Così si faceva chiamare Amin Dada dopo aver chiuso definitivamente con l’Impero britannico.

Una storia affascinante, luoghi sconosciuti pieni di natura incontaminata, una realtà scoperta troppo tardi come sempre in questi casi.
Il film è retto su tre pilastri. Si notano, la quasi totale immaturità del medico scozzese, la crudeltà variabile di Amin e la natura meravigliosa africana.
Il medico scozzese, giunge in Uganda dopo la laurea per svagarsi un pò, non certo per liberare il popolo ugandese dalle malefatte dei sui capi.
Un bel viaggio, condito da avventure lussuriose con africane ed una possibile con la dottoressa del campo. Il ragazzo si mostra, inesperto, ingenuo a capire la reale situazione. Questa totale non-visione della realtà che lui ostenta lo porta ad ammirare Amin, che lo aveva scelto come medico personale e suo consigliere. Ma allo stesso tempo lo fa ribellare.
Amin Dada, aveva preso il potere con un colpo di stato, ed eliminando i suoi oppositori sistematicamente cercava di prolungare la sua supremazia, rendendosi protagonista di molte azioni clamorose come la cacciata degli asiatici o l’uccisione di civili ma anche di suoi ministri. Nel film si accena molto poco alle voci vere o presunte che dicevano di Amin come un cannibale. Molti dittatori in Africa li danno per cannibali. Chissà perchè.

Infine , l’Africa, terra di conquista da sempre, terra martoriata da continue guerre etniche. Ma soprattutto natura libera, la savana e la foresta equatoriale, animali di tutti i tipi, i villaggi, il lavarsi al fiume, in una parola sola: WILD. Ma c’è anche un’altra africa. Non solo quella dei villaggi. Ma quella delle città, gli arredamenti etno coloniali, le macchine lussuose importate dall’Europa ed il contrabbando di oro o di armi.
Questa è l’Africa nera. Il continente nero, con tutte le sue contraddizioni ma anche con il suo meraviglioso mondo poco occidentale ma che vuole vivere “all’occidentale” come se questa scelta fosse la più giusta per la propria salvezza.

Il film è da vedere. Viene sicuramente la voglia di partire.

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