No Borders

Low clouds

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Recentemente mi sono recato in aeroporto a Trapani- Birgi per andare a Pantelleria. L’aereo che gentilmente mi ha accompagnava era ed è ancora un ATR-42, resosi famoso per una sua caduta sulle Alpi svizzere. Il ghiaccio allora fu un suo acceso nemico. Qui non c’è problema nel sud d’Europa. Il viaggio dura circa 30 minuti, a bordo hostess carine, succo di frutta e salvietta rinfrescante.

Al controllo nessun problema come sempre. Mi informo su cosa posso portare nel bagaglio a mano. Gli italiani in genere no!Ed infatti, c’è sempre troppa gente che porta cose strane elettroniche a bordo e puntualemnete vengono controllate con ovvia perdita di tempo. Il tempo proprio quello. Da quel momento in poi risulta l’assoluto protagonista della mattinata. Tutti controllati. Si aspetta solo l’imbarco. Ma niente, nulla, solo chiacchere in aeroporto. All’improvviso però la voce squillante dello speaker segnala una mezz’ora di ritardo. Normale penso, siamo in Italia. ed invece il ritardo aumenta. Un’altra mezz’ora di ritardo. Vado a fumare, per nulla nervoso. Non volevo partire per via delle condizioni del tempo che sapevo insidiose per il vento forte. Fuori incontro il comandante, insieme alla hostess, quella più carina. Gli chiedo quale fosse la situazione, in english e mi risponde:”There are low clouds, i can’t fly, i’m responsible of your life!”. Io rispondo:”Right, man!”. Che dire, decide lui. Non commento. Dopo un pò quasi a sorpresa si parte. Tutti felici, io un pò meno. Un ragazzo che sapeva della mia poca voglia di partire mi lancia un sorrido beffardo. Mi consolo con il succo d’ananas. Ma tento mentalmente di ritornare indietro. Ed infatti dopo 20 minuti dalla partenza, il messaggio chiaro del comandante gela i passeggeri. A me rincuora e riscalda. ” Low clouds, i must come back to Airport of Trapani. Io sorrido. Il ragazzo simpaticone un pò meno. That’s life. Ovviamente iniziano le critiche sullo scarso coraggio del pilota , ad affrontare le nuvole basse pantesche. Le solite dimostrazioni di forza italiane. Tutti uguali gli italiani, da Nord a Sud. Ho invitato tutti ad andare a Palermo la prossima volta e non avrebbero avuto più problemi di piloti poco coraggiosi.

Io ritorno a casa intanto. Al prossimo volo.

©nadur.net – febbraio 2007

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