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Ci risiamo. Un’altra volta. Ieri mattina Leopoldo Lopez e Antonio Ledesma sono stati nuovamente arrestati. In un primo tempo non si sapeva dove fossero stati condotti. Adesso si sa che entrambi sono rinchiusi nel penitenziario di Ramo Verde.

Ledezma era stato arrestato nel 2015, accusato di cospirazione e associazione a delinquere. Dopo aver scontato due mesi nel carcere militare di Ramo Verde, gli sono stati concessi gli arresti domiciliari, anche per motivi di salute. Non è mai stato svolto alcun processo in questi due anni e mezzo e ieri è stato nuovamnete arrestato e prelevato dalla sua abitazione in pigiama.

Leopoldo Lopez invece fu arrestato nel 2014 con l’accusa di istigazione alla violenza di piazza. Finalmente lo scorso 8 luglio, gli furoni concessi gli arresti domiciliari. Qualche giorno dopo Lopez con un video volle ringraziare tutti quelli che gli diedero appoggio a cominciare dalla moglie Lilian Tintori e denunciò le torture subite in carcere e la violenza che ancora oggi sta subendo il popolo venezuelano. Ieri, il nuovo arresto, giustificato con il fatto che i due, Lopez e Ledesma avessero un piano di fuga per lasciare il paese.

In Italia non fa clamore, l’ennesimo arresto dei due leader dell’opposizone. Dopo il voto farsa per riscrivere la Costituzione da parte di Maduro, esponenti dei comunisti italiani e idioti anti-USA non se la sentono di appoggiare i leader dell’opposizone, anzi li bacchettano come golpisti, fascisti, qualcuno dice che ci vuole dialogo, ma non si sognano di delegittimare un governo votato dal popolo ad un anno dalla fine del mandato. Inutile ricordare che tanti dittatori nella storia ebbero il voto del popolo per andare avanti ed ottenere fiducia, per esempio quello più famoso coi baffetti. Ma quanti morti deve ancora sopportare il Venezuela per capire che il governo Maduro da almeno due anni si comporta come un regime?

Il mandato del governo scade nel 2018 ma Maduro lo scorso anno ha prontamente annullato ogni futura elezione con la scusa che il Venezuela stava vivendo un momento di emergenza. Adesso con la Costituente si riscriveranno regole per bloccare l’attività del Parlamento e della Procura, quel Parlamento, che nel 2015 aveva visto trionfare il partito dell’opposizione con una netta maggioranza ma che sempre più in un sistema presidenziale passa in secondo piano è stato spogliato dei suoi poteri.

L’arresto dei due leader dell’opposizone conferma l’intenzione di Maduro di cercare la repressione totale contro chi proverà a mettersi contro di lui. Le violenze da più di due anni non sono mai terminate. I morti sono all’ordine del giorno. L’inflazione è ormai incontrollabile (800%) e questo genera fame. Nei negozi non si trova più niente. Il Venezuela è fra i primi produttori di petrolio al mondo ed è riuscito ad indebitarsi fino a collassare. I sostenitori di Maduro sono arrivati persino ad aggredire deputati dell’opposizione, all’entrata del Parlamento. Sulle strade le squadre della morte in motocicletta, e la Sebin, la polizia segreta, dettano legge, la loro legge, quella della violenza.

A proposito dell'autore

Mi definisco un liberal o liberale di sinistra. Mi sento ateo e credo nel progresso. Non sopporto i conformisti e le convenzioni sociali ma accetto che tutti possano esprimere la propria libertà. Difendo i diritti civili, vorrei che la gente fosse meno qualunquista e superficiale. A volte mi sento così elitario che mi sorprendo di avere degli amici. Quando posso attraverso l'oceano, il Sudamerica nel cuore. Prima o poi virerò a destra.

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