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L’esodo di Mariel

fedeli della rivoluzione portestano contro chi vuole scappare da Cuba

Dalla conquista del potere dei barbudos nel 1959 fino ai giorni nostri, la situazione di Cuba e dei cubani non è mai migliorata. In vari momenti i cubani hanno provato ad emigrare dall’Isla Grande. Questo è potuto accadere subito dopo la presa del potere, ma anche nel 1965 con la cosiddetta crisi di Camarioca, poi nel 1994 con la crisi dei balseros, nel periodo especial, ma soprattutto quando si parla di esodo di cubani si parla dell’esodo di Mariel, che è un piccolo porticciolo vicino a l’Avana dove a partire dal 15 aprile 1980 cominciò la più famosa crisi migratoria di Cuba dietro concessione di Fidel Castro. Circa 125.000 cubani riuscirono ad emigrare in Florida dal porto di Mariel.

Tutto nacque dal crescente dissenso e dalla situazione precaria in cui si trovava l’economia cubana. Una situazione che crollò al punto che a l’Avana un autista del bus della linea 32 si lanciò con tutti i passeggeri contro il cancello dell’ambasciata peruviana, chiedendo asilo politico. Un soldato rimase ucciso. Anche i passeggeri chiesero asilo politico. Cuba pretese la consegna dei passeggeri che non erano molti e dell’autista. Il Peru si oppose cosicché Fidel Castro rispose togliendo il presidio cubano dell’ambasciata, lasciandola senza protezione ma andò a finire che non avendo più soldati, molte persone entrarono nell’ambasciata peruviana. Con il passare dei giorni le persone nascoste nell’ambasciata peruviana diventarono circa diecimila. A questo punto la mossa di Fidel fu quella di togliere acqua e luce all’ambasciata e così la situazione dopo giorni degenerò. Il Presidente Jimmy Carter si disse favorevole ad accogliere i cubani che volevano lasciare l’isola. Così Stati Uniti e Cuba si accordarono per un esodo verso Miami. Ecco come nacque l’esodo di Mariel. Ovviamente non tutti potevano uscire da Cuba, ma solo quelli che avrebbero rovinato l’immagine della Revolución, e cioè omosessuali, criminali, malati di mente.
«Quelli che non si adattano agli sforzi e all’ eroismo di una rivoluzione come la nostra non li vogliamo, non ne abbiamo bisogno. Que se vaya la escoria», che se ne vada la feccia. Così parlò il Leader maximo. L’ isola esplose. Ci furono scontri fra fedeli al regime e chi invece voleva andarsene. Ci furono intimidazioni dei fedelissimi della rivoluzione, incitati da Fidel, contro chi voleva lasciare l’isola, urlando i soliti termini gusanos e vendepatria.

Barche con migranti cubani iniziarono a partire da Mariel dall’aprile del 1980. L’esodo durò tutta l’estate fino ad ottobre. Centinaia di piccole imbarcazioni partirono anche da Miami e salparono per Mariel, dove caricarono rifugiati. Furono circa 125.000 migranti cubani privi di documenti che sono entrati negli Stati Uniti da navi per lo più statunitensi.
Ci furono anche 27 morti durante la traversata.
Secondo l’opinione comune e anche di quella di molti amanti della revolucion, Fidel Castro riuscì ad ingannare Carter, facendo imbarcare per lo più criminali e malati di mente e lui stesso anni dopo rise di questo fatto. Ma forse lo stesso Fidel e anche gli amanti della revolucion non sapevano e continuano a non sapere che quei 23 mila criminali in realtà non avrebbero potuto essere condannati per i reati a loro imputati negli Stati Uniti. Non erano in sostanza dei criminali. Inoltre moltissimi eterosessuali si dichiararono omosessuali, altri si fecero passare per malati di mente, perché sapevano che per ottenere il visto per imbarcarsi verso la libertà dovevano essere di una categoria che non piaceva a Fidel. Quindi contrariamente a quanto si è detto dai media, solo il 2% o 2.746 cubani erano veri criminali secondo la legge degli Stati Uniti e a questi non è stata concessa la cittadinanza. Dopo la loro detenzione iniziale, è stata concessa la libertà vigilata per l’immigrazione negli Stati Uniti. Mentre era in libertà vigilata sull’immigrazione, ciascuno di loro è stato condannato per violazioni della legge statale o federale che vanno dal tentato omicidio al traffico di cocaina al piccolo furto. Dopo essere stati rilasciati dalla prigione per questi reati, la loro libertà vigilata sull’immigrazione è stata revocata sulla base delle loro convinzioni.
Nel 1984, Stati Uniti e Cuba negoziarono un accordo per riprendere la normale immigrazione, e per riportare a Cuba le persone che erano arrivate durante il passaggio e che erano considerati criminali secondo la legge statunitense. Questo accordo fu sospeso da Cuba nel maggio 1985 in seguito all’avvio da parte degli Stati Uniti delle trasmissioni di Radio Marti nell’isola, ma è stato ripristinato nel novembre 1987. Nel marzo 1990 sono iniziate le trasmissioni di TV Marti a Cuba.

       Letture

  • Prima che sia notte – Reinaldo Arenas
  • Adios Fidel – Lucia Capuzzi Nello Scavo
  • Fidel Castro l’ultimo re cattolico– Loris Zanatta

      Siti web

  • https://www.globalsecurity.org/military/ops/mariel-boatlift.htm

 

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