No Borders

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Jan Palach e Jan Zajic, erano due studenti universitari che sacrificarono la loro vita per la libertà. Si uccisero con un gesto clamoroso, si diedero fuoco in protesta contro l’invasione sovietica nell’allora Cecoslovacchia. Morirono a distanza di poco più di un mese, il 19 gennaio 1969 Palach, il 25 febbraio Zajic.

Fra gli appunti di Palach che furono ritrovati ce ne fu uno che diceva così: “Poiché i nostri popoli sono sull’orlo della disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di scuotere la coscienza del popolo. Il nostro gruppo è costituito da volontari, pronti a bruciarsi per la nostra causa. Poiché ho avuto l’onore di estrarre il numero 1, è mio diritto scrivere la prima lettera ed essere la prima torcia umana. Noi esigiamo l’abolizione della censura e la proibizione di Zpravy Se le nostre richieste non saranno esaudite entro cinque giorni, il 21 gennaio 1969, e se il nostro popolo non darà un sostegno sufficiente a quelle richieste, con uno sciopero generale e illimitato, una nuova torcia s’infiammerà“.

Di Zajic invece fu ritrovata una lettera ai suoi cari: “Mamma, papà, fratello e sorellina! Quando leggerete questa lettere sarò già morto o molto vicino alla morte. So quale profonda ferita provocherò in voi con questo mio gesto, ma non preoccupatevi per me… Non lo faccio perché sono stanco della vita, ma proprio perché la apprezzo. E la mia azione ne è forse la migliore garanzia. Conosco il valore della vita e so che è ciò che abbiamo di più caro. Ma io desidero molto per voi e per tutti, perciò devo pagare molto“.

Jan Palach
Jan Zajic

 

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