No Borders

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Quindi anche Cuba farà parte dei sette paesi latino-americani (Costa Rica, Argentina, Brasile, Colombia, Ecuador, Uruguay e Cle) dove è consentito alle coppie dello stesso sesso di sposarsi. Ah già dimenticavo che si tratta di un referendum, quindi sarà il popolo a dover approvare o meno. Una risata qui è d’obbligo. Conosciamo cosa sono le votazioni in generale per una dittatura. Lo sa benissimo Cuba che ha sempre cambiato il senso di ogni votazione, decidendo per tempo l’esito finale. A Cuba niente viene approvato senza il volere del Partito comunista cubano. Ma è certamente possibile che in questo caso il Governo cubano voglia concedere davvero qualcosa al popolo dopo anni e anni in cui le comunità LGBQT hanno sofferto ogni sorta di persecuzione e sopruso da parte dello Stato. La storia di Reinaldo Arenas è emblematica ma ci sono stati tanti altri casi di altri cubani omosessuali meno famosi, perseguitati e costretti ad abbandonare l’isola quando ciò veniva appositamente permesso e come per esempio il periodo dell’esodo dal porto di Mariel, dove a 125 mila cubani fu permesso di lasciare il paese, autorizzati dal Governo.
Peraltro a capo del centro nazionale per l’educazione sessuale c’è Mariela Castro, figlia di Raul.
Al solito In Italia, il pensiero che Cuba si sia aperta ai diritti LGBQT ha entusiasmato gli animi, esagerando come sempre, equiparando Cuba all’Italia, dove l’ennesima crisi di governo porterà a nuove elezioni, proprio il giorno 25 di settembre, (per molti rockers, data triste, la morte di John Bonham) giorno deciso per il referendum. Le dittature vivono in eterno se fanno qualche concessione, peraltro in un periodo dove i cubani sono tornati in piazza l’11 luglio 2021 per protestare contro la dittatura. Ma tutti gli altri diritti civili, di base,

restano vietati. Questo i militanti comunisti “emozionati” per ora, non lo dicono. Non lo sanno o non vogliono parlarne? Io in questo vedo una complicità indiretta con il regime comunista che è il primo responsabile della scarsità di cibo nell’isola, è responsabile del divieto dato ai cubani di potere fare impresa e quindi potersi arricchire con tutto ciò che ne consegue, cioè un popolo controllato e povero. Ma un popolo che ha fame poi non lo controlli più. Ecco come si inserisce questa apertura del regime. Ma i giovani hanno altre idee. A loro non interessa la politica, vogliono vivere in pace e libertà e sono disposti pure ad andarsene dall’isola. Quindi in conclusione, Cuba apre ai diritti LGBQT ma sarà solo questo. Non ci saranno altre aperture nel breve periodo. Serve un’altra revolucion. I comunisti di casa nostra possono stare tranquilli, i cubani possono continuare a vivere male grazie al regime che li opprime.

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