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COMO NO SOMOS LOS UNICOS, DECIDIMOS SER LOS MEJORES

Il periodo di soggiorno in Argentina non poteva che terminare con lo spettacolo della Bombonera. In campo Boca Juniors contro Velez Sarsfield. Non è il Superclasico Boca River ma è pur sempre un derby della città di Buenos Aires che si affrontano di fronte a più di 40 000 spettatori nella casa del Boca Juniors, dove tutto è colorato di giallo-blu, i colori della Svezia (si decisero i colori della squadra con la prima nave che arrivava al piccolo porto della Boca e fu una nave svedese). Presenti ovviamente i tifosi del Velez, proprio sopra la mia testa, in tribuna popular sud in un settore a loro dedicato.

Tutto comincia con l’appuntamento in San Telmo, storico quartiere coloniale vicino alla Boca, verso le 15 di  una domenica di fine agosto. La partita comincia alle 17.30. A San Telmo, ci aspetta un bus, il collectivo, che ci accompagnerà alla Bombonera. E’ un tour vero e proprio organizzato da una agenzia, dove tutti sono tifosissimi del Boca. È previsto biglietto della partita e poi a fine partita si festeggia in ogni caso con pizza e birra comprese. Sul bus, ci impartiscono le nozioni di comportamento basilari prima di arrivare allo stadio. Probito tenere con sé accendini, batterie per fotocamere e bottiglie piene o vuote. Tutto viene sequestrato dalla polizia, molto scrupolosa all’ingresso. Ovviamente per chi fuma tutto ciò può diventare un problema, ma ci invitano a mettere gli accendini nelle scarpe. Ottimo consiglio!

Intanto sul bus insieme ad un’amica argentina e a gente un po’ di tutto il mondo venuti lì quasi per caso, un uomo che potremmo pure chiamare capo ultrà  ci distribuisce un foglio con le canzoni del Boca che sono tante. Via con le esercitazioni. Tutti a cantare. Si arriva alla Bombonera, scendiamo dal bus e ci mettiamo in fila per i controlli. Un panino al volo e ci distribuiscono i biglietti della partita, superiamo i controlli. Finalmente si entra, tanta emozione. Vedo lo stadio che avevo visto un anno prima, vuoto, in versione museo, dove c’è la statua di Maradona e gli spalti tutti vuoti e vederlo adesso in versione campionato, strapieno di gente urlante. Nel frattempo si parla con la gente argentina, si scoprono origini italiane un po’ da tutti, si osanna Riquelme anima di quel Boca, al momento purtroppo infortunato, e si critica Maradona che quando era allenatore non l’aveva convocato per il mondiale in Sudafrica (2010). Poi all’improvviso, il Boca entra in campo, coreaografia della doze ovvero la curva di riferimento dei tifosi del Boca e la festa può cominciare.
Dale Boca, vamos Xeneizes!

Il Boca vince 2-1  e riesco a filmare il gol partita.
La serata si conclude a festeggiare in un locale della Boca, con pizza e birra.

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