DDR – Germania Est

DDR

 

Il 13 agosto 1961, a Berlino, per stoppare definitivamente il massiccio esodo di tedeschi che fuggivano verso la zona delle potenze occidentali, il governo della DDR nell’orbita URSS e con l’approvazione di quest’ultima fece costruire una barriera che isolava Berlino Est. Il filo spinato sistemato al confine con Berlino Ovest, venne presto sostituito da una barriera di cemento armato alta più di due metri e lunga circa 170 chilometri, che avrebbe diviso in due la città e che avrebbe scongiurato ogni possibile fuga. Fino alla sua costruzione, nel 1961, circa 2,7 milioni di tedeschi passarono verso l’ovest. Erano giovani ed accademici quelli che andarono via e la DDR rischiava di diventare uno Stato fatto di vecchi, di operai e di contadini. Ma il flusso dei fuggiaschi non diminuì nel tempo. Nel 1957 il SED chiuse una grande parte della frontiera internazionale tedesca, rilasciando pochissimi visti. Chi fosse “uscito” dal territorio della DDR senza permesso, incorreva nel reato di “Fuga della Repubblica”, un delitto politico, severamente punito.
Ma la costruzione del muro non fece diminuire la voglia di libertà.

Nel 1979 le famiglie Strelzyk e Wetzel sono riuscite a fuggire dalla Turingia alla Baviera con una mongolfiera. Sembra una pellicola cinematografica ed infatti questa storia incredibile divenne un film prodotto dalla Walt Disney (“Fuga nella notte”). Quasi nessuno aveva superato la cortina di ferro. Il volo dei quattro adulti e dei quattro bambini durava 28 minuti. La realtà a volte supera l’immaginazione al punto che dopo essere atterrati nella parte ovest, una delle due famiglie, dopo qualche tempo, è tornata al punto di partenza, ritornando nella parte orientale della Germania ormai riunificata e a quanto pare l’amicizia fra le due famiglie si dissolse a poco a poco.
Negli anni’70 e’80 molti sceglievano una via di fuga attraverso il Mar Baltico. Cercavano di raggiungere le coste dello Schleswig-Holstein, della Danimarca o della Svezia con materassini gonfiabili o con tavole da surf. Quasi 200 persone sono morte.
Il 31 marzo 1983, durante la notte, poco dopo le quattro, Michael Becker e Holger Bethke sono riusciti in un’impresa di fuga spettacolare. Con una sorta di funivia si sono spostati da una casa ad un altro – da Berlino Est a Berlino Ovest.

Dirk Deckert e Karsten Klunder sono due surfisti che sono riusciti a scappare con due tavole a vela costruite artigianalmente.

Per evitare le numerose fughe, le guardie di frontiera, i Vopos, non esitavano a sparare. Le vittime del Muro, furono circa duecentotrenta, tentando di oltrepassare il muro in varie maniere. Alcuni ce la fecero. Più di cinquemila!
Nel sistema politico della DDR, il partito comunista, unico partito ammesso, deteneva il potere e non eliminava le elezioni che erano soltanto una sceneggiata. Il SED (Partito socialista unificato di Germania) vinceva le elezioni con una affluenza alle urne del 99,9%. Chi durante l’elezione invece di mettere una crocetta sulla scheda elettorale davanti a tutti, utilizzava la cabina elettorale, era considerato un sospetto, così come quei cittadini che non andavano a votare che venivano interrogati e registrati. L’unica votazione democratica che si è svolta nella DDR è avvenuta dopo la caduta del muro, il 18 marzo 1990.
A capo della sezione spionaggio vi era la Stasi, la polizia segreta, che studiava e analizzava nei minimi dettagli le persone, possibili sovversivi. Dovevano sapere tutto di loro.
Con l’unificazione della Germania vengono spazzate via tutte le illusioni e le false utopie comuniste che parlavano di un mondo migliore ma che celavano invece orribili torture e divieti alle libertà fondamentali attraverso il vigliacco sistema dell’inganno e della violenza. Quello che ancora difficilmente si riesce ad accettare è che il comunismo è una dittatura e quindi non può avere valori democratici. Le proibizioni dei diritti civili, politici e umani saranno sempre dietro alla logica del partito.

La foto in basso, passata alla storia, è il famoso saluto del segretario del partito comunista russo Breshnev al collega tedesco Honecker.

Breshnev Honecker

Trabant

la Trabant, l’auto del popolo tedesco dell’Est, diventata nel tempo il simbolo del socialismo reale nei paesi dell’est europa.

Video
Letture
Il silenzio dopo lo sparo
Fuga nella notte
Good bye Lenin!
Le vite degli altri di Florian Henckel von Donnersmarck
La scelta di Barbara di Christian Petzold
Il tunnel della libertà- film tv di Enzo Monteleone con Kim Rossi Stuart
Documentario della NBC sulla costruzione del tunnel
 link

C’era una volta la DDR – Anna Funder
Il tunnel della libertà – Ellen Sesta

 

 

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