No Borders

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Abdul, ha circa 35 anni, e gestisce una pensione a Figueira da Foz. E’ del Mozambico ed anche di origine indiana. É nato in Mozambico ma poi si è trasferito in Portogallo. Vive con sua moglie che lo aiuta nella gestione della pensione. E’ musulmano come sua moglie e in questo periodo sta rispettando le regole del Ramadan.

Si mangia dal tramonto all’alba. Questo vuol dire mangiare alle 4 di mattina prima dell’alba per poter restare in forze tutto il giorno fino al tramonto. Una faticaccia. Una rinuncia per volere di Maometto e del Corano. Ho parlato molto con lui. Gli ho fatto tante domande e tranne alcune in cui non ha saputo darmi una risposta se l’è cavata piuttosto bene.

Non capirò mai per quale motivo un uomo debba rinunciare o meglio debba essere sottomesso ad un codice religioso scelto non da lui ma da un profeta vissuto secoli fa. Parlando con Abdul mi sono reso conto del perchè tante migliaia di donne si sono ribellate ad una religione profondamente maschilista ed anche che tutti i musulmani sono diversi fra loro. Ci sono quelli più fondamentalisti e quelli più o meno normali che rispettano le regole principali. Per esempio ci sono donne che non usano il velo ma seguono il Ramadan. Forse l’unica regola degna è quella del Ramadan. Per un mese all’anno, mangiare dal tramonto all’alba non è niente di impossibile ma soprattutto lo spirito per cui lo si segue è degno di merito. Stare senza mangiare dall’alba al tramonto, immedesimarsi in una condizione di povertà che non ci appartiene può farci comprendere molte cose a cui noi ormai nell’era degli smartphones non riusciamo più a coglierne il senso. Per il resto mangiare con le mani è alquanto singolare per noi europei laici e vedere la moglie di Abdul con il velo nero di notte è una situazione abbastanza inquietante.

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