Léopold
Sédar Senghor
(9 ottobre 1906 - 20 dicembre 2001) è stato uno statista
e poeta senegalese di lingua francese che, tra le due guerre
fu, con l'antilliano Aimé Césaire, il vate e l'ideologo
della négritude.
- Leggi Femme Noir
Sino
ad allora l'Europa aveva fornito i modelli secondo cui si doveva
pensare e scrivere.
Senghor
affermò che si poteva pensare e scrivere secondo modelli
diversi, quelli della civiltà africana precoloniale, e
lo dimostrò con le proprie poesie.
Contribuì alla riscoperta della cultura africana in ogni
campo: dalla letteratura alla scultura, dalla filosofia alle credenze
religiose.
Parallela
a questa attività procedette quella di uomo d'azione e
di politico. In Francia, ove aveva terminato gli studi laureandosi
in lettere, fu prigioniero dei tedeschi e combattente nella Resistenza.
Nei successivi governi fu deputato e ministro, in rappresentanza
dell'Africa nera di lingua francese.
Campione
dell'unità africana, divenne nel 1959 presidente della
Confederazione del Mali (Senegal+Sudan) em al suo sfasciarsi l'anno
successivo, presidente della Repubblica del Senegal .
In questa veste, pur tra gravi difficoltà economiche (la
nazione vive sulla monocultura dell'arachide) ed ambiguità
(la nazione dipendeva in larga misura dalla Francia), cercò
di realizzare un socialismo umanistico e cristiano.