La
storia anche quando è tragica ci regala momenti
di coraggio e dignità umana ineguagliabili da
esempio per le nuove generazioni.
Questa è la storia di Jorge Carrascosa
detto El lobo(il lupo). Carrascosa è
stato il leader e capitano della nazionale argentina,
era l'esterno destro difensivo dell'Huracan che vinse
il titolo nazionale deliziando le platee argentine.
Partecipò ai mondiali del 1974 in Germania e
all'apice della carriera si preparava ad un secondo
mondiale, quello casalingo del 1978. Nel frattempo nel
1976 la giunta militare di Videla prende il potere con
un colpo di stato generando sconforto ed impotenza fra
la gente argentina ignara, allorquando centinaia di
giovani scomparivano all'improvviso senza nessuna risposta.
La stessa giunta militare ingannava le famiglie dei
desaparecidos affermando che magari quei ragazzi erano
solo scappati per qualche giorno ma che sicuramente
sarebbero ritornati a casa. Intanto passano gli anni,
si creano sempre più centri di detenzione clandestini,
La funzione principale dei Centri di Detenzione Clandestina
era quella di tenere prigionieri dei “terroristi"
ai fini di estorcere loro delle informazioni. Secondo
il generale Videla un terrorista non è solo colui
che tira una bomba o possiede una pistola, ma anche
colui che diffonde idee contrarie alla civilta’
cristiana occidentale.I Centri di Detenzione Clandestina
(in numero approssimato di circa 340) si estendevano
su tutta la superficie del territorio argentino e sono
stati il presupposto fisico indispensabile per la desapariciòn
delle persone. Il centro di detenzione che passò
alla storia fu quello dell' Esma, la scuola di meccanica
dell'esercito.
Arriva il 1978, l'anno del mondiale in casa, l'anno
della rivincita della Selecciòn Argentina dopo
la non bella figura nel '74 in Germania. Jorge Carrascosa
in attesa di convocazione pre-mondiale inaspettatamente
rinuncia. Lascia la nazionale e rifiuta di partecipare
a quella che sarà una competizione di propaganda
del regime in cui avrebbe raggiunto la gloria alzando
la coppa del mondo. Non rilascerà mai un'intervista
sull'argomento dittatura, solo qualcuna sulla sua carriera.
Terminerà l'attività nel 1979 nell'Huracan.
"Alberto
Tarantini, altro difensore che partecipò al mondiale
del 1978 si ascrive il merito di avere personalmente
chiesto conto a Jorge Rafael Videla della sorte di tre
amici desaparecidos. Se perfino una stella del calcio,
nel suo mondo dorato aveva ben tre amici desaparecidos,
ciò dice molto sulla temperie di quegli anni
in Argentina. Il giovane Tarantini era in un bar quando
arrivò l'esercito e sequestrò varie persone,
tra le quali i suoi amici. Ancora oggi sono desaparecidos.
Fu in una festa organizzata dal quotidiano Clarín
in onore della selezione che Tarantini si fece coraggio
e "Videla me sacó cagando", fu la risposta
di Tarantini, che è un po' come dire "mi
allontanò brutalmente". Già con quella
richiesta Tarantini ebbe più coraggio della maggioranza
degli argentini. Ma ci fu qualcuno, anche se quasi mai
si ricorda, che ne ebbe molto di più, umanamente
e professionalmente".
fonte: http://www.pagina12.com.ar/diario/deportes/8-56619.html