
Il dittatore è colui che può fare le leggi, distruggerle,
infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle. Sono sempre
esistiti: oggi qualcuno sopravvive ancora; pochi uomini che sono
riusciti a resistere alla storia ed ai suoi mutamenti. Per resistere
hanno addestrato i cittadini ad identificarsi in loro; hanno costruito
un’immagine di sé da seguire come un faro nella notte.
Paura, repressione, sistemi giudiziari che non prevedono difesa,
lavori forzati. La paura della gente e il suo silenzio sono per
i dittatori la prima condizione per prosperare. L'inizio di una
dittatura è sempre repressivo e sanguinario. Quando il
potere è conquistato, essa può diventare più
morbida ma non per questo meno ingiusta e inefficace. Quando ancora
non era nato lo stato moderno e la divisione dei poteri di Montesquieu,
tutti i sistemi politici erano dittature o quasi, fin dal feudalesimo
che incarnava nel re, il signore e assoluto padrone delle terre
e dei popoli che le lavoravano. La giustificazione di questi pseudo
monarchi era quella di essere stati eletti per diritto divino.
I dittatori si somigliano molto. Hanno tutti le stesse facce..
La stessa fierezza nazionalista nata dalla convinzione che la
patria viene prima di tutto, anche prima dell'uomo stesso.