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¡CUBA LIBRE! “Sognavo un futuro che mi sottraesse ai mali del presente, un futuro che sarebbe stato possibile vedere grazie agli sforzi e alle lotte”. Carlos Franqui

Tempo fa su la repubblica leggevo l'intervista ad un gruppo rock cubano che suonava i Beatles in cantina, perchè solo lì potevano stare sicuri e neanche tanto.
I Beatles, ufficialmente sono stati banditi dal regime di Fidel, fino al 1978, ma ancora fino al 2005, le canzoni in lingua inglese non erano viste di buon grado, perchè rappresentavano la musica del nemico. Nel 2005 Fidel cambia idea, per farsi ben volere all'estero. Decide di intitolare a John Lennon un parco a L'Havana e ivi far realizzare una statua in bronzo che lo ritraesse.
Comunismo e fascismo, due facce della stessa medaglia. Diverso fine politico. Il comunismo non mira ad espandersi, non mira ad assoggettare altri popoli sotto di esso, è contro il libero mercato ed il principale assioma di uno stato comunista è quello che l'economia sia solo statale. Lo Stato è l'unico imprenditore. Tutto viene centralizzato e burocratizzato.
Cuba da moltissime persone nel mondo è vista come il paradiso sulla terra. Il solo paese detentore della libertà, che viene manifestata nell'arte, nella musica e quant'altro può essere espressione dell'individuo. Nel campo musicale come non ricordare Perez Prado, Celia Cruz oppure Tito Puente ma anche i Buena Vista Social Club con Compay segundo e Ibrahim Ferrer che ottennero la giusta fama troppo tardi. Ma dietro questo movimento di notevole fama esiste un apparato statale che vigila sul cittadino.


Il regime di Fidel Castro come tutte le dittature di questo mondo ha esternato solo gli aspetti positivi della dittatura cubana, l'arte in genere, l'eliminazione dell'analfabetismo, la sanità e l'educazione di stato, (che peraltro non sono conquiste solo cubane) illudendo il mondo intero che solo a Cuba si potesse realizzare un paradiso di giustizia sociale, un paradiso dove chiunque può realizzarsi come individuo. Molti cubani hanno finito di illudersi, sin da subito dopo la revolución. Vogliono scappare ma non possono. Molti hanno pagato con la vita questi desideri di tradimento.
A Cuba sono diventate famose le Cadillac anni '50 importate dagli States, modificate per diventare barche con le quali scappare dal regime. Ma la negazione della libertà più elementare passa anche dal web. Internet è controllatissimo, oltre che molto caro. Proprio per questo si è creato una rete interna al paese che così non fa altro che aumentare il rigido controllo sui cittadini. Ci sarebbe da scrivere ore ed ore sulle numerose contraddizioni che contraddistinguono l'isola di Fidel.

Ernesto "Che" Guevara

La linea che divide un rivoluzionario da un terrorista è molto sottile. Quando è lecito o legittimo rovesciare il potere costituito? Più netta sembra la linea che divide un rivoluzionario da un politico.

Questa fu la vera difficoltà di Ernesto "Che" Guevara De La Serna, il guerrigliero per eccellenza almeno nella storia contemporanea di questo mondo. Detto "Che" per via di un intercalare argentino che lui era solito usare nei suoi discorsi, Ernesto Guevara De La Serna era un medico argentino di Rosario, che girando il Sud America con il suo amico Alberto Granado, maturò l'idea di combattere per liberare i popoli oppressi dell'America Latina.

Al di là delle diverse ideologie, Che Guevara fu un liberatore del popolo di Cuba prima e un politico economista, dopo.

La cacciata di Batista, dittatore senza scrupoli nella Cuba del dopoguerra sommersa dal malaffare e dalla corruzione, fu una vera e propria liberazione che i barbudos riuscirono a compiere in un lasso di tempo breve.

Non era un politico nè tantomeno un economista e per l'isola i risvolti negativi vennero fuori all'indomani della rivoluzione cubana. Mirò all'ideale di unità di tutto il continente dell'America latina, spinto da ideali di solidarietà. Pagò con la vita l'aver usato lo strumento sbagliato per l'unione socialista in America latina. Il problema di Cuba e quindi anche del Che, nasce in seguito con la presa del potere. Quale sistema politico attuare a Cuba, una volta conquistata la libertà? La scelta dei barbudos predominanti fra i quali Fidel e Che Guevara, cadde su una dittatura che doveva essere temporanea. Ma così non fu, creando divisioni all'interno dei barbudos, qualcuno lasciò l'isola, qualcuno scomparve misteriosamente. Tutto fu accentrato e questo determinò l'inizio della fine per Cuba. Dopo svariati discorsi all'ONU, Che Guevara cercò di spiegare la sua politica anti-imperialista ma forse era troppo presto per questi discorsi. Capì che non era portato a dirigere il paese dal palco, non poteva spiegare la guerriglia a pseudo capi di stato incravattati, lui doveva andare a combattere per aiutare i popoli oppressi. Questa però fu anche la sua fine. La CIA, tramite un reparto dell'esercito boliviano lo uccise nella selva boliviana. "Che" Guevara divenne subito un mito..
Tra i barbudos c'era un certo Gino Doné Paro, italiano, ex-partigiano che viveva in Messico e dove conobbe il movimento 26 luglio.

MOVIE 
Prima che sia notte -
di Julian Schnabel
Guantanamera
Lista d'attesa -
Juan Carlos Tabio

BOOK
Fuera del juego
- Heberto Padilla
Cuba, la rivoluzione: mito o realtà? Memorie di un fantasma socialista - Carlos Franqui
Prima che sia notte - Reinaldo Arenas


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